Wait, no.

by ci_aenigma

Con me stessa, ancora una volta, il dialogo. Immagine muta, dinanzi uno specchio vuoto.
«Ma l’ho sentita, timida, la mano. Dita a scivolare lungo il profilo vestito. Ma l’ho sentita, timida, la mano. Dita a ricercare un corpo che non mi apparteneva. Nella spontaneità del momento, del delirio di decisioni che non possono essere né giuste né sbagliate: soltanto il desiderio, la foga di tornare a respirare quando l’ossigeno è mancato per giorni. E la gola era secca. La gola ne è secca, al ricordo. Ma l’ho sentita, timida, la mano. Dita a scivolare lungo il profilo svestito, avide. Voraci nel ricercare un piacere che pulsava. E l’ho sentita, famelica, la pressione. Il tremore di nervi dormienti pronti al risveglio

sensuality_by_mrpigman-d5evhzp

 

«Sei morbida
Tra angoli sciupati della pelle.
«Sei bella
Nel fiato corto, il cuore in gola, nessuna risposta.
«Ma l’ho sentita, prepotente: la scarica elettrica. E ti ho baciato, senza pensarci due volte. Ancora. Ho staccato la spina per una frazione di secondo, lasciandomi andare perché la mente, nel pensiero, stava sgretolandosi. Sciogliendosi come neve al sole. Ho scelto di desiderare un qualcosa che qualcun altro non voleva e rifiutava. Ho scelto la bramosia di qualcosa che qualcun altro continua a non volere e rifiutare. Nell’egoismo stagnante, ho scelto di baciarti. Di sentire la tua pelle contro la mia. Poi la tua mano, su di me. Mi hai sfiorata. Sì. E volevo di più, a quel tocco, insaziabile digiuna di un sesso che non era più lo stesso, dandoti me stessa per sentirmi voluta. Ma l’ho soffocato, un gemito, sul tuo petto, tremando vibrante nel mezzo di domande che sono sempre un uragano che non se ne va. Ma l’ho rotto ancora, il fiato, senza respirare del profumo che non era il Suo. Straziante la realtà, una volta poggiati i piedi per terra, quando corpi nudi, i nostri … sgusciavano su cuscini troppo morbidi per non piegarsi a causa nostra. Certezza, la tua persona. In una storia che non ha né capo né coda, ancora, consapevole che ci sei. Al mio fianco, comunque vadano le cose, concedendo a me di quel tempo che non merito. Eppure mi sento così: con le spalle al muro, ogni volta che arrivo a questo punto.»
«Quale punto.»
«Il punto in cui realizzo che non era il Suo profumo.»
«Quale punto.»
«Il punto in cui realizzo che non era il Suo corpo.»
«Quale punto.»
«Il punto in cui, con le spalle al muro, realizzo che non riesco a dirgli Addio

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