Erotic blue.

by ci_aenigma

«L’ho desiderata e lo hai desiderato. L’ho desiderata ad occhi aperti e chiusi, la tua mano. Le tue dita a sfiorarmi. Le tue mani a carezzarmi con dovizia quasi potessi rompermi al tuo tocco. E al tuo passaggio mi rompevo, ogni volta, bramando te sempre di più. Timido, sdrucciolevole nei gesti, carezzavi attento ogni centimetro del tuo corpo e più di muovevi, più il desiderio cresceva. E disteso al mio fianco per poco ho resistito, tra le tue braccia, accoccolata come un feto che non vuole lasciare il grembo della madre, ho chiuso gli occhi e respirato di te su un letto che è divenuto mio amico, e tuo amico lo era già. L’ho desiderata ad occhi aperti e chiusi, la tua mano, sulle mie gambe a risalire ostacoli fatti di ginocchia piegate e cosce divaricate, guardandoti mentre incerto percorrevi a ritroso il solo percorso che avevi da seguire per raggiungermi. Su di me, piano, mi hai trovata. Hai incrociato i tuoi occhi ai miei, hai sorriso chiedendomi se tutto andava bene ed io non ho risposto. Senza parole, perché le avevo perse da molto tempo, le parole per descrivere la passione che a te mi legava. La frenesia di un corpo che non riuscivo più a contenere.

Stifled_II
… E abbiamo fatto l’amore, quella sera. La prima volta divertiti da un continuo e reciproco cercarsi senza mai smettere di ridere e scherzare.
… E abbiamo fatto l’amore, quella sera. Per la prima volta, in mezzo a tentennamenti e voglia di stare insieme. Ti ho carezzato come fossi il dono più prezioso e tu hai fatto lo stesso, con la paura di graffiarmi. Ma lo hai fatto: ad ogni sospiro sulla pelle, lo hai fatto. Ogni suo bacio, ogni tua spinta erano graffi, cicatrici che si marchiavano sulle curve, eterne.
… E abbiamo fatto l’amore, tra gemiti e sussurri spezzati, bocca su bocca, escludendo il resto del mondo in movimenti sincronici. Sicuri. Certi che niente sarebbe cambiato.
… Ma ho fatto l’amore con te, per la prima volta, ascoltando il battito del cuore uscire allo scoperto, spaesato ed impaurito donandoti ogni suo sussulto. Ma ho fatto con te l’amore, coperta di brividi e affamata del tuo stesso sesso.»

( Tra l’incudine ed il martello: desiderio io della presenza, cauta provocatrice e nauseabonda condanna dell’assenza, suicida dannato. )

… del tuo orgasmo, la mia rabbiosa sete. 

«Spogliati.
Davanti a me ignorando gli altri.
Spogliati.
Vorrei lo facessi, con la sicurezza di sempre, cercando in me, curve non più coperte da inutili abiti.
Spogliati.
Davanti a me ignorando gli altri.
Spogliati.
Con la sicurezza di sempre, afferrandomi e gettandomi su un materasso oramai vuoto. Solitario e freddo mentre ricerchi ancora di quel piacere che non può essere dimenticato.
E scivola qui, senza esitare, spingi dentro me la tua persona, abbracciando dell’incastro perfetto che abbiamo formato, assieme l’uno all’altra. E muoviti ancora, senza sosta e senza paura in me, che ero e più non sono, la tua casa.»

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