Imaginatio.

by ci_aenigma

( parole di me, con me stessa: l’ anima )

«Ti sei divertita?»
«Sì, molto.»
«Sei sicura?»
«Sono sicura.»
«E cosa hai provato?»
«Libertà.»
«Libertà?»
«Ho provato libertà. Libertà da ogni vincolo, da catene che c’erano e che per una sera sono scomparse. Si sono sciolte queste catene, come neve al sole, d’estate, e per una volta, per un attimo soltanto ho sorriso. Ho sorriso mostrando me stessa e nessun’altra persona
«E ti ha fatto bene?»
«
«Sei sicura?»
«
«Come puoi esserne sicura?»
«Aria. Aria pura. Per un istante ho ripreso a respirare.»

***

imaginatio_by_athe_na-d4hd0et«Mi sono arresa, sì. Ho gettato la spugna di fronte la tua noncuranza realizzando che è troppo difficile per te, darmi quella seconda opportunità che ho urlato al vento. Che a lui ho chiesto, affinché ti sussurrasse di quanto fossi io, la persona giusta per te.
Senza vanto, e senza gloria.
Mi sono arresa, sì. Ho gettato la spugna dinanzi il tuo sguardo spalancato come il primo giorno che hai deciso di parlare con me, comportandoti come si comporta una persona che vuole stare al fianco dell’altra, senza domandare nulla in cambio. Ma più il tempo passava, più sembravi vicino più l’illusione diveniva realtà indiscussa. E la tua vicinanza, è diventata mano a mano la tua lontananza. Estrema distanza che non vuoi colmare neppure quando ho deciso di starti accanto come amica. Neppure quando ho scelto di aiutarti, di assecondarti, chiedendoti silenziosamente di non cacciarmi via. Ma lo hai fatto, mi hai scacciato come si schiaccia una mosca dopo che il suo ronzio diviene fastidioso alle orecchie.
Mi sono arresa, sì. Ho gettato la spugna, davanti il tuo continuo ignorarmi, trovando non so dove la forza per fronteggiarti e ammettere con me stessa che ho perso la mia battaglia. Che la guerra infinita, la guerra fredda contro sentimenti che solo io ho provato è terminata e si è conclusa con la mia sconfitta. Eppure mi guardi, continui a farlo ancora, come il primo giorno, di nuovo. Senza lasciarmi spazio o tregua. Ti ho guardato, ho trovato il coraggio per farlo, da qualche parte, in qualche angolo remoto dell’anima sono riuscita a non battere ciglio, come del resto tu hai fatto con me, ma se il tuo cuore ancora batte, il mio ha smesso tanto tempo fa.»

 

Ma ho abbracciato il nulla
dall’oggi al domani
dimenticando della sensazione

di vuoto continuo
vortice perenne di un nulla amico
e nemico del cuore

muscolo fermo
glaciale silenzio
il suo

contro un petto arido
senza vita
deleteria la sua mente

Ma ho abbracciato il nulla
in una sera
ricordando del passato

del perenne moto
di un vuoto che non se ne va
ombra della mia persona

costante eterna
di questa vita
lo stelo di un fiore

recisa.

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