Sleepwalker.

by ci_aenigma

Non è mai passata la paura del buio. Già. Sembra una barzelletta, ma è rimasta: Lei. La paura costante, sempre presente della notte. E più precisamente della notte sotto le coperte, perché la notte sotto le coperte vuol dire dormire… ed io ho non conosco il significato di questo verbo. Ho smesso di dormire veramente da bambina, credo. O comunque ero molto piccola quando ho capito che chiudere gli occhi e lasciarsi andare a Morfeo era un errore. Ora li chiudo e ciò che vedo in perenne dormi veglia è qualcosa che non descrivo più; se prima trascrivevo ogni singola sensazione, ogni singolo fotogramma, ora tutto rimane nella mente, come se non volessi lasciar andare sogni che prendono forma per divenire incubi. Ne ho una collezione intera, potrebbero girarci un film. Il nuovo colossal fatto in casa, senza troppe pretese.
Eppure la notte la amo – quale gioco ironico – Un po’ come il buio, l’oscurità. Danno sicurezza nel terrore, trasmettono pace nell’inquietante limbo nel quale ancora mi trovo dopo aver vissuto settimane nella pia illusione che fosse passata quella sensazione di smarrimento. E ho fatto finta di nulla, come se tutto fosse passato, obbligandomi a credere che davvero ci sarei riuscita a rimettermi in piedi. Nonostante la doccia fredda. Nonostante la caduta repentina ed improvvisa, sebbene le mie gambe siano scorticate e continuino a sanguinare, credevo davvero di essere arrivata ad un quarto della mia ripresa, lentamente. Un millimetro alla volta, contro il muro dei pensieri, credevo davvero di essermi avvinghiata con le unghie conficcate nei ricordi, riuscendo a contrastarli perché io quella più forte. Ancora una volta l’effetto placebo. Ricadendo nell’insaziabile insonnia. Doloranti ossa e catatonica mente, pregna di sordide parole che non trovano spazio in logici e razionali ragionamenti.

Sleepwalker_II_by_NotBlackEnough

Nella notte cammino, di nuovo, senza accorgermene. Nella notte cammino, senza pensare, senza barriere o restrizioni. Nella notte cammino permettendole di abbracciarmi. Di risucchiare ancora quella vita che è stanca di respirare. Nel giorno cammino, sempre vegetale, desiderando un battito. Nel giorno cammino, senza motivazioni, pronta ad ascoltare quel nuovo tump tump che non arriva. Di me e del mio stesso fiato. Poco da offrire a Lui, ad altri … sempre: nel giorno e nella notte, rassegnata dal passato. Nel giorno e nella notte, affaticata nel promettere futuro. Nel giorno e nella notte, per un istante soltanto, io a chiedere del presente.

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