Chameleon halo.

by ci_aenigma

dsgdykjljkllll_by_nikelena-d4k76g0La malattia può tornare. La malattia torna. Insinuarsi di nuovo tra le vene dell’uomo, stagnandosi definitivamente, logorando ogni cellula che incontra. Perché il cancro nero vive di vita propria. Esiste, esiste in me, perché concedo lui questa sorta di perverso privilegio, mostrandomi ben disposta all’ospitalità. Il cancro nero pensa in una mente pulsante e si muove come fosse una banale macchia color pece su un pavimento marmoreo. E si muove ancora, lentamente, cadenzando il ritmo di minuti e ore, in un orologio sul quale il tempo è scivolato via…
Il punto è che mentono: tutti lo fanno. C’è chi sa farlo meglio e chi sa farlo peggio, ma in fondo le persone sono come loro. Come i demoni. Mentono sempre; mentono comunque.
(Un imprescindibile mantra.) E poi arriva Lei.
La paura. La paura ferisce. Fa tremare e indietreggiare. La paura è attacco di panico. E’ il buio che circonda la persona, è la nostra stessa ombra.  La paura è mancanza di coraggio, la paura è nemica.  La paura è incontrare la persona giusta e sentirsi vivo per la prima volta dopo aver vissuto come corpo morto. La paura è carne bruciata divenuta cenere e cibo; la paura è sentire quel muscolo chiamato cuore che batte per la prima volta nel petto senza sapere che suono ha, perché non lo hai mai sentito muovere contro te. La paura è rendersi conto che non si è più soli in cima al baratro. La paura è amica, qui. E ti fa stringere l’altra mano, pronta a gettarsi insieme in quel burrone da sempre temuto. La paura è quel vuoto che teneva in bilico. La paura è la cura alla malattia: ossigeno nel corpo di chi ha permesso al suo cancro di allargarsi tra le vene irrorate di un sangue infetto. E’ il coraggio di gettarsi in quel baratro.

E da quella voragine c’è da farsi risucchiare.

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