Send me to Hell.

by ci_aenigma

( ma sei quell’amore che dissecca )

(…) e le mie lacrime non escono perché non ho il coraggio di perdere ancora. Capitare a piè pari su queste parole, come se il Destino mi avesse condotto da loro, nel bel mezzo di una poesia che sembrava essere frutto della mia mente ma che in realtà non la era. Leggere di quelle parole e sorridere, nel mezzo del periodo nero che sembra persistere. E sorridere, di nuovo, perché qualcuno ha avuto il coraggio di raccontare cosa è in verità la vita, cosa sono realmente i sentimenti al posto di qualcun altro. Al posto mio. Ringrazio pubblicamente l’autore: mai parole furono più decise e sensibili. E le mie lacrime non escono perché non ho il coraggio di perdere ancora: non ho mai avuto la possibilità di vincere con te.
Chissà forse non me ne hai mai dato l’occasione, per quanto io mi sia impegnata, per quanto tu fossi sincero all’inizio – mi piace pensare alla tua onestà – non ho mai avuto una sola chance con te. L’ho sempre saputo ma ho preferito giorno per giorno nascondere la testa sotto la sabbia per non soffrire. Perché vivere nell’illusione che tutto stesse andando come doveva andare era bello, era piacevole. Ma ho sempre giocato, perdendo in partenza. Mi manca, sai? Il coraggio. Di rincorrerti ancora, misera la mia persona, quando qualcuno sempre presente ostinatamente dice che dovrei scegliere una volta per tutte: ed io lo ascolto, mi siedo e leggo o mi siedo e lo guardo dritto negli occhi pensando alla fortuna che ho ad averlo accanto. Non merito tutto questo. Dice di scegliere quando ancora mi trovo in un limbo dal quale uscirne risulta difficile. E così mi stacco, mi allontano, stacco la spina del mio cervello – se ancora ne ha una – spostandomi altrove per non vederti. Per far passare i giorni più velocemente. Senza vederti, senza la tua vicinanza. Ma torni come un fulmine a ciel sereno e colpisci. Colpisci ancora, spari a zero su me e su tutto quello che c’è da toccare o infangare, come se non avessi fatto abbastanza. Parli. Ancora parli del tutto e taci del niente, come se tutto fosse lecito. Non è così. Hai trascorso mesi, sono trascorsi mesi, in cui hai calpestato la mia persona a tuo piacimento, senza badare al risultato. Hai parlato, di nuovo. Senza pensare, come tuo solito, a come si scatenano le conseguenze delle tue azioni.

( ma sei quell’amore che inaridisce ) 

Soffia via quel che rimane di un qualcosa che non c’è
scarta l’involucro
pellicola d’indifferenza che ti avvolge ancora vestito d’abiti spogli
chiama
chiama il mio nome
e cammina
da solo
nudità egoista
corri
dà fuoco all’inutile partenza
invisibile passaggio
quando vuoi una me immobile
ferma a guardare
mentre guardo
l’anima tua assassina
mentire alla mia: vittima.

Sospiri e non capisci. Che la tua voce è eco troppo vicino agli orecchi. Sospiri e non capisci. Che le tue parole hanno un peso. Non capisci che le tue frasi sono lame che tagliano e le tue labbra concedono a questo corpo stanco solo colpi ben assestati. Sospiri e non capisci che continui a farmi male, quando in ginocchio chiedo solo di avere, per me, pietà.

( ma sei quell’amore che uccide ) 

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