Metamorphosis.

by ci_aenigma

«Lo ricordo perfettamente: il dolore al petto che lentamente risaliva su per la gola, nauseabondo e viscerale. E saliva e scendeva, schiacciando contro lo sterno, mettendomi paura. Angoscia. Lo ricordo perfettamente: il giorno in cui, alzando gli occhi al cielo, dopo aver chiuso una porta allora insignificante, avevo giurato a me stessa che non avrei percorso quella strada. Per nessuna ragione al mondo. Lo avevo giurato, senza conoscere. Senza sapere a cosa andavo incontro. Eppure le cose non sono andate secondo i piani e ancora tutti gli ostacoli da superare, senza realizzare che la mia strada aveva un paio di occhi azzurri color del cielo e il sorriso più bello al mondo.
Lo ricordo perfettamente: la sensazione di perdita, durata una vita senza quello sguardo chiaro. Ma i piccoli gesti di ogni giorno, le piccole o grandi scelte. Quelle erano importanti. Lo ricordo perfettamente: il sorriso davanti allo specchio per la voglia rinata di andare avanti, fare passi uno dopo l’altro convincendomi che sì, quello era il sentiero giusto da percorrere. La mia prima cosa bella. Un fagotto di quindici anni e dal profumo di eterno bambino, la cui pelle morbida scaldava il mio cuore. E ancora lo fai, anche se non lo sai, ancora scaldi questo gelido fuori, riparandolo dalle ferite che continuano ad aprirsi, ora dopo ora, senza sosta. Con te ho imparato che le cose belle esistono. Che si può sorridere anche quando tutto sembra andare storto. Me lo hai insegnato tu. Con i tuoi continui giochi, e la continua ricerca verso me, pur di starmi vicino anche quando non potevi. Ti ho amato in quel momento. In quell’istante ho capito che gli occhi non avrebbero mai mentito e che di essi mi sarei dovuta fidare. Sempre. In quel momento mi sono innamorata di te, ragazzino spensierato che pizzicava se stesso ma non mi ha mai fatto male. In quel momento mi hai insegnato ad essere amica, mi hai insegnato ad essere amante.»

1783557f76d3720145efcc6440d4c0e5-d4s57zt

 

«Ma sai una cosa bella l’ho incontrata. L’ho conosciuta»
«E come è?»
«Bella»
«Bella come?»
«E’ bella da trasmettere pace»
«E la tieni con te?»
«Vorrei»
«Come si chiama»
«Non ha nome»
«Deve avere un nome»
«Perché?»
«Tutte le cose belle devono avere un nome»
«Ma non lo sai? A pronunciarle le cose belle spariscono»
«Non è vero. Le cose belle scompaiono se sei tu a volerlo»
«Mh.»
«Come si chiama»
«Non te lo dico»
«Ma è tanto bella?»
«E’ così bella che sta sbiadendo. Pian piano, scompare.»

Advertisements