Nymphetamine

cold blood in icy veins

Month: November, 2014

No matter how many deaths that I die I will never forget

E ti chiedo un’ultima volta, scusa. Per essere quel tipo di donna che non ha mai detto ti amo.  Ti chiedo scusa, per essere quel tipo di donna che chiude a chiave la porta, arrendevole ed egoista, pur di non cadere ancora. Per essere quel tipo di donna, che vede nell’orgasmo reciproco la dichiarazione d’amore perfetta.

I felt it. Perfect. It was perfect.

Poi arriva un momento in cui ci si siede a riflettere e ci si domanda cosa si è fatto per tutto il tempo chiamato vita. E quando arriva questo momento, la mente fa i suoi passi indietro e saltella qua e là tra ricordi che non verranno mai cancellati e allora parte un sospiro. Sì, quel sospiro doveroso dell’animo turbato che non sa dove andare. E se anche conoscesse la strada, l’animo solo mantiene la sua malinconia. Ecco, arrivata a questo momento, mi siedo e rifletto sulle volte che ho chiesto qualcosa. A me stessa o a qualcun altro. Non ho mai chiesto nulla: mai direi mai, certo, ma per davvero dalle mie labbra non è uscita una qualche richiesta che fosse un favore per la mia persona. Poi arriva quel momento, quell’attimo fatidico in cui gli occhi restano aperti al vuoto e fissano un punto indefinito tutto intorno, mentre la testa si chiede cosa c’è che non va. Tutto non va, ogni cosa gira al contrario. In solitudine o compagnia, nel silenzio accompagnatore, ogni cosa gira al contrario e non va come deve andare. Chiudere il mondo fuori, per non essere feriti. Colpiti a morte, nella consapevolezza che non si può vivere in eterno. Nella certezza che prima o poi si cade, si perde. Poi arriva il momento della resa, in cui tutto va a rotoli e le conquiste fatte perdono valore davanti l’arrendevolezza dei fatti. Perde valore ogni parola, ogni sensazione. Ogni sentimento. untitled_by_catherine_di_d5vjam6_by_sylvia_crystal-d5vjuzl Non puoi trattenerti per sempre. Pensavo di riuscirci (sbagliando), pur consapevole del fatto che il peggior delitto sia fingere. Morto dentro ma vivo fuori. Sorridente in viso con lo sguardo che non ha più lacrime. Ed il solo rumore presente, assordante frastuono, è il battito del cuore che preme un ultimo colpo. Né in amicizia, né in amore egoismo, eppure l’Istante sembra essere giunto al capolinea. Ed il suo rumore, assordante frastuono, è il battito del cuore che preme un ultimo colpo; ed il suo rumore è il suono sgranato di una voce muta, il canto del cigno di un ti amo nascosto e reale, che non ho mai preteso di sentire.

November rain.

Ma è proprio questo il suo significato. Il dolore che provo al petto, tachicardia persistente. Ma è proprio questo il suono che sento. La tua voce che scompare, il tuo profumo affievolito. Ma è proprio questo il suo significato: abituarmi all’idea che tu non ci sia, e non è una idea, è la realtà. Ma è proprio questo il suo significato, il dolore che provo al petto. Lo stai facendo, e ho paura. Lo stai facendo, e mentre io resto qui a grattare via un amore che non volevo e amo, tu sbiadisci. Stai scomparendo e non voglio che tu lo faccia.