Consciousness.

by ci_aenigma

«Sai, ho letto questo: “sapere che esisti mi libera dal peso di essere me stesso e mi fa venire in mente progetti nuovi e sconosciuti. So che sono responsabile di quello che sarà di te e che questo è un mondo del cazzo per crescere, ma per quanto ne sappiamo è anche l’unico dove le api ronzano e i passeri ridono.

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E se un po’ ti conosco, sono pronta a scommettere che pungoleresti sul mio essere volgare: questa volta ti dico che non è colpa mia. E’ dell’autore, seppure combaci perfettamente con il mio pensiero. So anche che ti lamenteresti per il fatto che non sono passata a trovarti; so che lo faresti se avessi voce tra queste righe. Beh, ce l’hai. Un po’ come una musica in sottofondo quando qualcuno scrive o quando una pellicola al cinema sta per iniziare. Mi piace pensarti così: come la mia colonna sonora, perché una voce più bella non l’ho mai sentita. Non l’ho dimenticata sai? Può sembrare così, ma il non parlare di te, il tentativo disumano di non pensarti, è il solo modo che ho per non cadere a terra, piccolo. Lo sforzo enorme di non ricordare il nostro anniversario, non vuol dire averti cancellato: vuol dire sopravvivere. E ci sto provando, a sopravvivere in questo mare di facce, in questa onda prepotente di gente che parla e non dice mai nulla, sto cercando in tutti i modi di stare in piedi, nonostante le ossa cigolino e le gambe facciano male. E se ti conosco almeno un po’, in questo momento ti accovacceresti sul pavimento freddo e chiederesti carezze. Carezze anche piccole, che ti farei. Che ti faccio, ad occhi chiusi immaginando di essere altrove e non qui. E ti sfioro ancora, con la punta delle dita per non farti male, ascoltando il tuo respiro ed il battito del tuo cuore che coincide con il mio.
«Un bacio.» mormoreresti nel silenzio della camera «Vuoi un bacio.»
E ti direi di sì: sì, che vorrei un bacio da te, scherzando sul non sfiorarmi le labbra. Perché era sbagliato, in quel momento. Era un errore, ma se tornassi indietro, amore mio, ti porterei via da lì. Chissà, magari le cose sarebbero andate diversamente. Non si poteva prima.
«Un bacio.» ripeteresti, ed io per altre mille volte ancora ti direi che sì, era la sola cosa che avrei voluto, ed è la sola che vorrei ancora una volta: respirare del tuo profumo di bambino, ragazzo chiuso nella prigionia di una vita che non è mai stata tua. Ma tornerò, mantenendo lentamente ogni mia singola promessa, ti scriverò e parlerò con l’animo disturbato ed il cuore a pezzi. Chissà, forse ha ragione quell’autore: “da qualche parte ho scritto che gli uomini sono immortali fino a quando non hanno dei figli. Avevo ragione. Da quando ho saputo che ci sei, ogni secondo conta. Non chiedo molto, solo di essere qui quando arriverai e di non andarmene fino a che non sarai al sicuro.”»

Cit. Efraim Medina Reyes.

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