Au revoir, my dear.

by ci_aenigma

Insegnare che per ogni cosa o situazione c’è il cinquanta per cento di possibilità che possa andare bene e poi ancora narrare dell’esistenza del rovescio di quella medaglia, dove le cose vanno male è un bel precetto da portare avanti… ma quando in prima persona si è consapevoli del fatto che quel rovescio di medaglia porta alla fine dei giochi, beh, tirare le somme diventa inevitabile.
Un anno trascorso in mezzo a persone nuove, come se il carattere introverso non fosse mai esistito.
Un anno trascorso a tendere le labbra in un sorriso o in smorfie di rabbia perché nulla sembrava andare per il verso giusto: un anno trascorso a costringere il capo a non voltarsi indietro, senza contare i giorni che si avvicinavano alla fine. Quando un inizio prende piede, c’è sempre una fine pronta ad afferrarti, quando un percorso ha la strada spianata, presto o tardi il suo stesso traguardo si raggiuge e lì, la parola FINE è scritta sull’asfalto.
Una base d’appoggio calda, rovente, fatta di bambini e ragazzi ognuno diverso dall’altro, pronti a far ridere ed arrabbiare. Pronti a tendere silenziosamente la mano, senza domandare aiuto. Non per loro. Per te, per me che non avevo capito nulla di cosa fosse la vita se non un fiammifero acceso pronto a spegnersi in qualunque momento perché da soli non si può camminare lungo sentieri sterrati: prima o poi si inciampa. Lo avete insegnato voi: in compagnia tutto è possibile; anche il cambio di rotta su due piedi … senza pensarci. Osservare insieme un cartello e dire «Sì! Andiamo.»

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E si va. Verso una nuova destinazione, scoprendo posti della nostra Terra che nessuno aveva mai visto, e lo stupore. Oh sì, la piacevolezza dello stupore che apprezza ciò che il panorama comune ha da offrire. Inebriante emozione.
Ecco, questo il sentiero: lungo un anno, dodici mesi di brezza autunnale, quando tutto è cominciato, in conoscenza reciproca e simpatia che man mano andava solidificandosi, e mano nella mano abbiamo superato il confine dell’inverno tra auguri di buone feste e prelibatezze succulente scherzando su quanto, nelle vacanze, si ingrassi con consapevolezza e fierezza. Poi è arrivata la primavera, a piccoli passi è tornato il sole, e con esso anche la voglia di proseguire la strada per raggiungere la nostra destinazione: una estate insieme, sviando per luoghi già visti e altri tutti da scoprire, fino al fatidico traguardo, dove le mani strette tra loro si allentano e gli abbracci prendono il sopravvento. Dove l’«addio» dovrebbe essere soltanto un «arrivederci.»

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